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Personale
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giovedì 19 agosto 2010 |
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Potevo lasciar perdere, potevo insistere, potevo fare finta di nulla. Potevo dedicarmi alla gioia, solo a quella, e scansare il dolore come fosse un lebbroso, patetico. C’è chi lo fa. C’è chi si divincola, senza lasciarsi travolgere mai, da niente, da nessuno, restando sempre a distanza dalle fiamme, dai riflettori, da ciò che è importante. Pelle di marmo, occhi di vetro, cuore chissà. C’è chi vive a pochi metri dalla vita e gli sembra quello vivere. Starsene così, privo di coinvolgimenti, a contemplare, criticare, giudicare i coinvolgimenti altrui, e le altrui debolezze, le altrui priorità, le altrui scelte. Potevo farlo, e magari sarei stato più felice.
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Personale
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venerdì 25 giugno 2010 |
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Non è che abbia granchè da giocarti, in realtà. Le tasche le senti vuote, vuote come mai prima, e nei tuoi silenzi, in realtà, c’è davvero ben poco da cacciare fuori. Sei sconsolato, fino a qualche tempo fa c’eri tu tra quei tavoli, e la facevi da padrone.
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Personale
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sabato 05 giugno 2010 |
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Le mani devi pur infilarle da qualche parte, per trascinarle via. Devi inserirci le dita, lentamente, graffiarti la pelle, fino a sentire il sangue colarti piano sui polpastrelli umidi di panico. Devi contare sui millimetri. Non perdere speranza nemmeno se senti la polvere caderti in mezzo agli occhi, se lo scricchiolio delle pietre ti costringe il ventre. Non devi rinunciare. Non devi farlo.
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