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Verso qualcuno
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Viaggiare, ancora PDF Stampa
venerdý 30 novembre 2007

Di ritorno da una presentazione del nuovo libro dell'amico Paolo Di Paolo (Ogni viaggio è un romanzo, Laterza) non posso fare a meno di pensare a me, alla mia vita. A questo viaggiare continuo e quasi nomade. Toccare senza farsi sentire, sfiorarsi senza contaminarsi. Andare e tornare, poi ripartire e tornare ancora. E il senso del viaggio qual è?

Il senso di un viaggio. Viaggiare. Fermarsi. Riposare. Viaggiare, ancora.

Si può viaggiare per diletto, per curiosità, per semplice desiderio di cambiare il paesaggio che ci invade gli occhi da una vita. Si può viaggiare per brama di conoscenza, per semplice voglia di ampliare i propri orizzonti, per turismo, per riposo, per lavoro.

Non è di questo, però, che mi preme dire. Raffaele La Capria, uno dei massimi scrittori italiani viventi, puntualizza che si viaggia anche stando fermi, in casa propria, magari davanti alla finestra. Che lui un viaggiatore non lo è mai stato nel senso che si intende di consueto. Lui ha preferito la sua casa, eppure sente di aver viaggiato moltissimo. Come?Image

Viaggi simili si fanno grazie ai libri. Già, il libro come una valigia, passatemi la similitudine, che contiene tutto ciò che ci serve in un luogo sconosciuto. Il libro come necessità di capire, prima ancora di vedere monumenti, chiese e musei; il libro come contenitore di esperienze, il libro come bagaglio, come borraccia a cui abbeverarsi quando la sete di sè si fa troppo forte.

Viaggiare. Ancora. Senza l'ansia di vedere, senza la smania di girare. Con la semplice gioia che da il silenzio di un luogo lontano. Ma lontano è anche qui. E' anche dove andiamo quando ci isoliamo con noi stessi, in quei momenti in cui ogni cosa che non è dentro è distante. E il silenzio, poi, non è solo quello che non è rumore, anche se il silenzio è diventato sempre più una rarità preoccupante.

Il silenzio che si cerca è quello, l'unico, in cui si riesce ad ascoltare la propria anima. Non servono eremi, montagne innevate o pianure sterminate. Non necessariamente. Probabilmente serve un'attitudine, serve una volontà, serve l'orecchio teso e la mente ricettiva, tarata sulle frequenze giuste. Solo quel silenzio è padre di viaggi sconfinati.

Viaggiare, ancora. Senza pensare al ritorno, che il ritorno si sa non è prevedibile per certi viaggi. Occorre farsi un biglietto aperto, di quelli che appena la voglia di tornare sale per le vene vai all'aeroporto e vieni via. Perchè la voglia di tornare a casa è il senso vero di un viaggio. Uno prende tutto e se ne va, per qualsiasi motivo, se ne va dove vuole, poi a un certo punto sente desiderio dell'odore che c'è sul divano di casa sua, si immagina la pioggia rigare i vetri della cucina, il gatto attaccarsi alle tende del salone e quel lavandino che l'acqua calda non esce mai. Il momento di cui parlo è quello lì. Quando torna la voglia di tornare a casa. Lì il viaggio è finito.

Viaggiare, ancora. Viaggiare, comunque.

Rincorrendo le parole che ho dentro, senza esserne cosciente. Lungo i lidi di una incontinenza. Chi scrive lo è, in fondo. E' incontinente. Incontinente nel non sapersi tenere dentro certi attimi.

Viaggiare, ancora. Grazie alla mensola su cui certi libri trovano spazio sempre. Grazie alle parole che tento di scrivere. Questo, adesso, mi sembra il viaggio più sensato.

A presto,

Roberto

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PROMEMORIA APPUNTAMENTI 

Vi ricordo che il 6 dicembre alle 20,45, c'è un dopocena letterario dedicato a Quando torna al Kinà Art Cafè di Marino. Per info cliccate qui.

E vi ricordo che l'11 dicembre invece presenterò alla prestigiosa libreria Chiari di Firenze. Cliccate qui per i dettagli.

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L'Aforisma

La solitudine non è vivere da soli, la solitudine è il non essere capaci di fare compagnia a qualcuno o a qualcosa che sta dentro di noi, la solitudine non è un albero in mezzo a una pianura dove ci sia solo lui, è la distanza tra la linfa profonda e la corteccia, tra la foglia e la radice. - José Saramago

Archivio aforismi

--- FLASH FORWARD--->

Sì, sto lavorando a un nuovo romanzo. Qualcuno lo sta leggendo, qualcuno lo leggerà.

Spero ci sia dentro almeno quello che ho voluto metterci.

Il titolo con ogni probabilità sarà "Asciugami gli occhi".

Di date buone per l'uscita ancora non ce ne sono. Incrociamo le dita. 


 Cos'è la pazzia? Chi è pazzo? E cosa può succedere intorno a un uomo che, all'improvviso, per la società, è impazzito?