L’amore che non hai
domenica 08 aprile 2007

Ci sono tante persone che soffrono per amore.

E l’amore è la più grande ingiustizia del mondo. E’ lo zaino con cui scaliamo le vette della vita, ed è dolce portarlo sulle spalle, pensarlo pieno di cose belle. Ma atroce, lassù, scoprirlo pieno di sassi. E’ così l’amore, denuda. Spoglia come il caldo più cocente. Cambia i colori, abbassa tonalità, crea disegni personali per le lavagne di ogni cuore. Ma delude, a volte. E quando delude, non si torna indietro.

Ho visto occhi lucidi, occhi che non meriterebbero lacrime, ho visto dolcezze paurose smarrirsi entro sterili dolori. Ma è tutto questo l’amore. E la cosa splendidamente addolorante è che l’amore si rigenerà, si restaura, si recupera. Non finisce mai. E resta la sensazione di impotenza per l’amore che non hai, ma che vorresti. L’amore che non vuoi. L’amore che batte nel tuo cuore come fosse il suo.

Un po’ di forza. Un po’ di pazienza. E passa anche la sciagura peggiore, specialmente quando affianco c’è qualcuno che tiene a te, alla tua dolcezza, al tuo sorriso. Specialmente se accanto a te c’è qualcuno a cui preme vederti sorridere, superare le barriere del disincanto. Volare via.
Sarà che siamo direzioni di dentro. Ognuno di noi. Sarà che incontrarsi e camminare accanto è cosa rara. Sarà che quando accade si è così felice da non tenersi più. Sarà che a guardarsi gli occhi ci si sente vivi, sarà che alla fine si comprende che si può essere felici anche da qualche altra parte che non in quelle braccia, che non in quelle lenzuola. Felici. Da sè. In qualche altro amore, ricolmi della vita che meritiamo, adesso sì. Meritiamo davvero. Perchè abbiamo compreso che fidarsi è una cosa bella, ma è un rischio, e che la gioia è anche sorridersi, è anche parlarsi, è anche sedersi attorno a un tavolo. E che non c’è qualcuno che conta, e qualcuno che conta meno. Ci siamo noi, che forse è il caso che diamo un’opportunità a chi ci dimostra di poterci essere, di saperci essere, di volerci essere. Abbiamo bisogno di essere stupiti, e passerà. Passerà tutto quanto. Passa sempre.
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Lavoro a Quando torna. Labor limae per un progetto a cui credo, sebbene Giusto un amore sia qualcosa di molto diverso. Però ci credo ugualmente. Credo che l’amore cammini da sè e talvolta si perda, credo sia facile che si smarrisca, quello sì, ma credo anche che torni sempre. Credo che passi tutto, nella vita. Tutto quanto. Tranne le cose belle che porti dentro.

Credo che quelle cose belle siano una base solida. Un ricordo che non sfuma, una fotografia dell’eternità. Credo che l’amore torni, torni sempre. Solo che a volte si passa una vita intera a chiedersi: quando? Quando torna l’amore? E’ giusto stare lì. ad aspettarlo? O è bene vivere, nel frattempo? E se poi non tornasse, l’amore? Avremmo passato tutta la nostra vita ad aspettare chi se l’è guardata bene dal tornare?

Non scherziamo. L’amore viaggia, corre via, talvolta si nasconde, forse si confonde, ma non sparisce mai. L’amore mai. E allora al lavoro, perchè quando torna sarà un giorno speciale, sarà un momento lieve ma azzurro. Anche se non sarà l’amore che ci aspettiamo. Perchè l’amore non è mai lo stesso quando torna.
Buona Pasqua.

Roberto
«Mai prima egli aveva sentito così intensamente, o con una gioia così acuta, la magia e il mistero delle cose belle.» O. Wilde

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