"Ho scoperto di scrivere"
venerdž 02 novembre 2007

Immaginate un pomeriggio autunnale, quartiere tuscolano. Pioggia fina che ti si infila in tasca. E foglie che ondeggiano pesanti nell'aria tersa di una malinconia incontenibile.

Immaginate automobili, rigate di fresco che sperano nella neve. E immaginate due persone sconosciute che per una qualche ragione camminano accanto.

Immaginate parole, quelle che volete, ma parole sincere. Immaginate sorrisi e pure tenerezza, che tra due sconosciuti, converrete, non è consueta. Immaginate discorsi a vanvera che improvvisamente si riconducono a un senso di massima che sembrava sfuggire.

Immaginate poi un abbraccio, palesemente fuoriluogo, eppure così essenziale da sembrare a proposito. E immaginate sfoghi, immaginate solitudine che danzano sopra la testa e inquietudini che vengono fuori, e volano via. Ecco, immaginate passi su marciapiedi zuppi e alberi stanchi, erba rara e sentieri ghiaiosi e immaginate che lì, cercando di spiegarsi perchè, ancora, non si riesce a vivere nonostante la vita, e perchè, ancora, certi dolori persistono sui balconi del cuore, si cominci a parlare di scrittura.

E si cominci a parlare di quanto sia terapia, talvolta. Ed egoismo tante altre. E niente, molto più spesso, un rigurgito appena.

Finchè uno dei due resta in silenzio, e l'altro, cercando di spiegare perchè, dopo 35 anni di silenzio, adesso scrive dice: "Ho scoperto di scrivere".

Chiaro, netto. Non "Ho scoperto di voler scrivere", o "Ho capito di dover scrivere". Ma "HO SCOPERTO DI SCRIVERE", come se scrivere fosse un'isola incantata, uno scrigno, una perla.

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Ho scoperto di scrivere, non che prima non lo facessi, o forse non lo facevo, nemmeno lo ricordo, da quando scrivo mi sembra di farlo da sempre.

Ho scoperto di scrivere quando ho iniziato a scrivere, perchè solo farlo mi fa star bene. Si tratta di una necessità, proprio quello. Una necessità.

Ho scoperto di scrivere scrivendo. E ho scoperto che solo scrivendo so vivere. Ho scoperto di aver lasciato penne a riposo troppo a lungo. E fogli bianchi.

Ho scoperto di scrivere come se fosse un sogno che faccio da sempre e solo oggi, chissà perchè, riesco a ricordare al mio risveglio.

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Roberto

Commenti
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A.P.  - ...Sarebbe bello...   |07-11-2007 20:55:29
Splendida storia.Mi devo congratulare con te, davvero ;-))
Non so come siano
nate queste righe, ma sono belle. E' bello immaginare che si riferiscono a
qualcosa che sia accaduto davvero, e, comunque,sarebbe bello che un incontro del
genere fosse avvenuto, anche se magari non è mai stato così. Perché l'hai
descritto come se fosse reale, come se fosse successo. Sarebbe bello che due
sconosciuti si incontrassero nel modo in cui lo hai descritto tu. E ti
ringrazio, perché per un momento mi hai fatto sognare...mi hai permesso di
immaginare me, nella storia che hai raccontato...
Grazie...
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