Al tempo giusto
marted́ 11 dicembre 2007

Uscir fuori dalla settimana più densa dell'anno ha un sapore di apnea interrotta. Di fiatone denso, di fertilità.

All'improvviso si torna a respirare, polmoni stanchi, torace indurito, occhi lucidi di pianto. Al tempo giusto, si torna sempre a respirare. La vita è questo, del resto, avere mille cose in fila, volerle far passare tutte quante dentro la serratura di una porta che conduce al futuro a cui ambiamo, che sentiamo caro per noi. Eccole lì, ordinate, una per volta, passano oltre.

All'improvviso, nella vita, capita che qualcuno spalanchi la porta. E la calca dietro quella serratura finisca oltre, tutta quanta, a terra. Una sull'altra. Confusa. Indistinta.

Capita che all'improvviso ci si trovi nel futuro che per tanto tempo si è immaginato. Si è sperato. E capita che le domande, le paure, le gioie all'improvviso si avvertano poche, o troppe, o chissà. In tre giorni di presenza alla Fiera nazionale della Piccola e Media editoria di Roma sono accadute tante cose. Tra le altre ha preso vita EdiLet, questa nuova realtà letteraria che affonda le radici in un'esperienza quarantennale nel campo dell'editoria, ma al tempo stesso si propone come editore onesto, fresco, mosso dalla passione più sana per la letteratura. In questa nuova realtà io mi occupo della collana di narrativa, dal nome Sherazade. Per saperne di più cliccate qui.

A parte il mio entusiasmo, il timore di esserne in grado solo in parte, il tempo che sembra esserci sempre ma poi va trovato, la

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Presentazione di EdiLet alla Fiera del Libro
ricognizione interiore, le parole, l'impegno, la serietà, la gioia. A parte tutto, sono felice. Al tempo giusto, forse, si impara a cogliere anche la felicità. E il senso di tutto, credo, sia anche saper aspettare il momento adatto, ma saperlo fare in un'attesa feconda, in un movimento ostinato e pulito, facendo del proprio lavoro e della propria passione una ragione di vita. E non confondere mai le partenze, gli slanci, le voglie con gli arrivi.

Ora, io non so cosa sarà di quest'avventura a cui partecipo. So che esiste l'impegno più totale e l'idea, davvero radicata, che si possa sbocciare ovunque purchè si semini e ci si prenda cura davvero. Al tempo giusto si sboccia anche.

E credo, lo credo fermamente, che ogni strada non vada solo percorsa, ma vada abitata. Vada consumata. La certezza, ora, che mi sorprendo di avere è quella, chiara, che al tempo giusto si percorre sempre la strada più adatta. Idiozia? Forse. Però le strade si scelgono, le scarpe pure, e la fretta. Solo i paesaggi sono lì, ma nessuna strada ti obbliga ad alzare la testa. Al tempo giusto, magari ti metti giù e dormi un po'. O al primo bivio cambi completamente direzione.

E' questo il bello. Finchè non trovi la tua strada ogni tempo è sempre giusto per cercarla. Ogni porta può nascondere il futuro.

Ora le presentazioni in calendario, poi il riposo di Natale, poi un 2008 ricco di belle iniziative.

Non perdiamoci di vista. 

Roberto 

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