Ponti senza sponde
venerdì 21 dicembre 2007

I ponti attraversano sempre qualcosa.

Un fiume, un'autostrada, un baratro magari. Ma qualcosa. Perchè i ponti servono solo a questo: a unire due sponde lontane. Capita che a volte ci si senta così, come su un ponte che collega due sponde della vita. Alle spalle ciò che sai, di là chissà.

E così, sul ponte, capita di pensare che si è rischiato grosso a tentare di saltare oltre quello che c'è sotto, perchè l'altra sponda è sempre troppo lontana e sotto è sempre troppo alto. Aiuto. Il ponte però è solido, puoi anche saltarci. Il presente è sempre solido, ma sotto c'è la fine. Proprio sotto. Solo che noi la dimentichiamo, e viviamo in presenti apparentemente solidi, ma costruiti poggiando sul passato e sul futuro, su esperienze e speranze. Su vanità.

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Ponte

La sponda che ti lasci alle spalle è lì, e contiene tutto ciò che sei stato. Il passato, come lo chiamano tutti. E le malinconie, i dolori, le gioie, i piaceri. Contiene quel che gli altri sanno e quel che non sapranno mai, contiene le perversioni e le più radicate castità. I ricordi definiti e le macchie che persistono sul fondo della memoria, animate un poco solo da rimpianti.

La sponda che ci attende è sempre lontana, invece. Perchè non esiste un futuro da abitare, solo da sperare, da costruire, da temere, da ambire, da desiderare. Da vivere no. Perchè il futuro è quella sponda laggiù. Confusa. E non la raggiungeremo mai, forse ci verrà un po' incontro. Giusto quello. E dovremo esser bravi a farcela bastare. A vivere di quel che ci sembra da qui, da lontano.

E immagino ponti sospesi in aria. Senza sponde, senza rive, senza niente. Solo ponti, su cui siamo condannati. Che non portano e non provengono da nessuna parte. Triste.

Certi ponti sono ridicoli, sarà per questo. Sarà che siamo su certi ponti ridicoli, a volte. Che vanno giù al primo sospiro. Giù. Presenti che non stanno in piedi neppure il tempo di una carezza. Neppure il tempo di un bacio. Nemmeno quello. Viviamo tra passati sempre più lontani e futuri irraggiungibili che ci stancheremo di aspettare.

Viviamo precarietà fingendole stabilità. Ponti senza sponde.

Viviamo convinti che sia così, che lo sarà per sempre, sbattiamo gli occhi e cambia tutto. Come si può? Così come si può?

Roberto

Commenti
Nuovo
A.P.  - I PONTI CON LE SPONDE   |22-12-2007 00:32:55
...così nn si può, infatti... :-( Non si può, se non ci si crede...se non si
crede nei PONTI.
Credo che i ponti non siano mai ridicoli.
Collegano sempre
qualcosa, qualcosa degno di essere collegato. Il nostro presente e il nostro
futuro. E sotto al presente dei ponti che tutti noi, tutti i giorni,
calpestiamo, non c'è mai la fine, ma sempre un inizio. E sotto non è mai troppo
alto...non esiste un'altezza che non possiamo raggiungere, nè un baratro che non
possiamo superare...e il futuro, beh...il futuro esiste solo in quanto lo
possiamo non solo sperare, ma pure ABITARE, perchè COSTRUIRE è GIA' ABITARE...
sarà che sono ottimista, e che, nonostante tutto...e nonostante tutti i baratri
oltrepassati, anzi, in realtà proprio grazie ad essi, mi sto accorgendo di come
il mio viale sia contornato da fiori...splendidi e profumati fiori... :-))
BUON
NATALE....
SF  - In bilico   |28-12-2007 21:21:38
vi posso dire una cosa? secondo me non è questione di ponti ma semplicemente di
passi...ossia quanto è sicuro il passo della persona che attaversa il ponte? è
questo il segreto ossia quanta convinzione mettiamo nelle cose o nei cammini che
decidiamo di intraprendere? Fondamentale è credere in quello che si fa..poi se
il ponte cede si trova sempre il modo per arrivare sull'altra sponta...buona
serata
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