E adesso mi succede.
sabato 19 gennaio 2008

E adesso mi succede che ci credo.

All'improvviso mi sembra che ci sia il dosaggio giusto, che la prova generale sia andata bene, che le false speranze possano lasciare il posto ai progetti. Mi sembra che la strada imboccata chissà quando si stia rivelando esatta, possibile, diritta. Che all'improvviso mi ritrovi da qualche parte e debba smetterla di chiedermi se sbaglio, se ho eccessiva fretta, se è il caso di lasciar stare.

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Un momento della serata del 18 gennaio
Adesso mi succede che in pochi mesi sono passato dalle parole accarezzate sulla tastiera di un pc, alle parole sorseggiate in pubblico, alle parole degli altri. Succede che in pochi mesi ho avuto la possibilità di saltare dall'altra parte della barricata e rendermi conto non solo di cosa nasconde concretamente la realizzazione di un libro, ma anche di quanti sogni ci siano, di quante dolcezze, di quanta sana speranza... e ricordo di averla avuta anch'io, di averla ancora.

Adesso mi succede che mi sento un po' meno solo. Non perchè lo fossi in generale, ma perchè ci si può sentire soli quando si fatica a condividere passioni intense come certi sapori del sud. Adesso mi succede di ritrovarmi in un gruppo, ancora embrionale, ancora minimo, ancora tutto. Ma un gruppo di gente che ha la passione delle parole. Questo non significa che sarà un gruppo di scrittori, un gruppo di poeti, un gruppo di letterati. No, non mi interessa questo. Mi interessa che ci sia un gruppo di persone che condivida qualcosa, e adesso mi succede che ci credo. Che credo sia possibile. Perchè i visi e gli abbozzi dei cuori che ho intuito, mi sembra vogliano lo stesso. Un gruppo di persone che sta insieme con piacere, che si incontri per dire, per fare, per ascoltare, per condividere, per parlare. Non è impossibile. Adesso mi succede di capirlo.

Non che fossi sicuro del contrario, però mettersi insieme per andare da qualche parte era la cosa più semplice fino a qualche decennio fa. Oggi è l'assurdo. Si è sempre meno disposti a scegliere il gruppo, il gruppo fisico, si rinuncia sempre meno alle proprie esigenze per stare insieme. Ognuno sta solo e pensa di essere insieme a tutti quanti. Ognuno sta solo e si sente in compagnia. Anche la solitudine è cambiata. Cercano di nasconderla. Ma in realtà scorrere i contatti di Messenger, alla ricerca di qualcuno con cui parlare un po', avvertendo anche il triste lusso di una scelta, è solitudine anch'essa.

Solo diversa, solo molto molto più sottile.

Adesso mi succede che sento addosso le parole. E le sento cantare. E le sento recitare. Sento che tutte le idee, i propositi, che porto dentro da tempo, possono vedere la luce. Adesso mi succede che si va. Che si smette di pensare a come potrebbe essere, e si comincia a parlare di come sarà.

Mi succede che si vola. E succede che l'astronave accende i motori e chiama tutti a bordo.

Andiamo. Non c'è nulla che è precluso a un gruppo affiatato di persone.

Roberto

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