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Sito nuovo? Una vecchia storia.

Una quindicina d’anni fa, nell’estate del 2006, ero in fervida attesa per l’uscita del mio primo romanzo. Lo avevo scritto in pochissimo tempo, lo avevo inviato a diverse case editrici, c’era stata addirittura una mezza asta tra tre di loro per acquisire i diritti di pubblicazione.

Impensabile, per me, anche fino a pochissimi mesi prima.

Un amico, che faceva siti web, un giorno mi disse: “Devi mettere su un sito web“.

“Io?”

“Sì, tu. Ce l’hanno tutti”.

In realtà non ce l’aveva quasi nessuno, cominciavano a diffondersi i blog, quello sì, ma sempre e solo in modalità free e molto spartane.

Gli risposi: “Parli facile te, io non so da dove cominciare“.

“Vabbè, ti aiuto io, poi però quando diventerai famoso mi inviterai d’estate alla tua villa in Sardegna”.

Ecco, sono passati quindici anni, NON sono diventato famoso, NON ho ville in Sardegna (né case, né monolocali – sarebbero comodissimi in questa fase “bianca”…) e quel sito, dopo quindici anni, è andato in pensione. Non che sia rimasto identico per tutti questi anni, quello no. È stato implementato, corretto, ammodernato, ridisegnato, ma a un certo punto non ce l’ha fatta più: ha ceduto il passo.

Per me, che non sono diventato ricco né famoso ma che con la scrittura più di qualche soddisfazione me la sono tolta, quel sito lì (di cui potete vedere uno screenshot qui accanto) è stato ben più di una casa.

Si è trattato di un luogo che è diventato un archivio vivo, fremente, di quel che la scrittura, ogni giorno, mi regalava. Una soffitta di tesori – di miei tesori. E di paure, di speranze, di progetti, di fallimenti.

Oggi vi presento questo nuovo vecchio spazio, stesso indirizzo, stessa casa. Eppure totalmente ridisegnato, pensato per i tempi attuali, per gli smartphone, per una navigazione veloce e intuitiva. Ci lavoro da mesi. Non è stato facile migrare tutto da quel sito lì a questo qui. E non parlo solo di infinite difficoltà tecniche, ma di qualcosa che, dopo tanto tempo, ti si è poggiato sul cuore e tu non te ne accorgi finché non provi a tirarlo via.

È stato un trasloco vero e proprio. Qualcosa si è rotto, qualcosa l’ho perso, qualcosa l’ho buttato, qualcosa avevo dimenticato di possederlo ed è prezioso. Insomma, valle a capire queste cose. Quel che posso dirvi è che ci sto comodo, e che qui dentro ci andranno a finire tutte le cose che combino.

Buona navigazione.

Roberto

P. S. Ringrazio Edoardo Sorani, amico paziente e fin troppo calmo, che mi ha accompagnato in questo trasloco, rendendolo più fluido e, per certi versi, molto meno doloroso.

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