• Quello che sanno di noi

    Di me sanno che scrivo.Sanno che all'improvviso la testa mi ha chiesto parola, il cuore pure, e mi sono messo davanti a una tastiera a ticchettare, quasi inconsciamente, quasi follemente. Che il giorno prima scrivevo sì, ma la lista della spesa, l'elenco di chi gioca a calcetto stasera, un tema, una lettera a un amico lontano, e il giorno dopo, invece, l'idea malsana di cimentarmi in una storia.

  • Confini incerti

    Il confine è fatto per dire di qua c'è qualcosa, di là un'altra cosa. Può essere tra due stati, due proprietà, due personalità, due storie, due fasi della vita, due ricordi, il silenzio tra due tracce audio, l'intervallo tra i tempi di un film o tra gli atti di una commedia teatrale. Può essere tra la tonalità di due colori, tra il timbro di due voci, tra il bianco e il nero su un foglio scritto fitto fitto. Può essere di libero transito o gestito da dogane severe. Ma il confine, quando esiste, è netto.

  • Melassa e carri armati

    La carta dei pacchi regalo è ancora davanti agli occhi.Mezza accartocciata, magari, o buona per essere riutilizzata in altre occasioni, purchè non abbia qualcosa di evidentemente natalizio. Il conto alla rovescia per smontare l'albero di Natale, luminoso, intermittente. La neve sul Presepe è caduta da un pezzo, anche i personaggi più importanti preparano i sacchi, le borse. Sarà lungo il viaggio. 

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