• I giorni di domani

    Succederà. Tra poco succederà. L’aereo prenderà la pista, si solleverà e sarai distante. Lo volevi, no? Lo volevi da tempo, mi pare.  Desideravi guardarti da lontano, guardare la sveglia senza sentirla suonare, osservare quel che succede, senza esserne coinvolto. Eccoti qui, decollare.

  • La luce che c’è alla fine (e all’inizio) dei tunnel

    Eccomi qui ed eccoti lì.Io a folle velocità e tu immobile. Io stanco, tu indifferente. Io un po’ intristito da questo vagare sterminato, intermittente, senza grosse gioie. Tu lì, così, ad aspettare che ti passi dentro, che ti passi addosso, e corra via.

  • A forza di giocare

    Non è che abbia granchè da giocarti, in realtà. Le tasche le senti vuote, vuote come mai prima, e nei tuoi silenzi, in realtà, c’è davvero ben poco da cacciare fuori. Sei sconsolato, fino a qualche tempo fa c’eri tu tra quei tavoli, e la facevi da padrone.

  • L’anno buono

    È l’anno buono questo, lo dicono in tanti.E ognuno dentro sé lo spera buono per un ambito che gli sta a cuore, per l’ambito di cui forse ha più bisogno, o sente di più la mancanza. È l’anno buono per uscire dalle crisi, dice qualcuno, e trovare finalmente un lavoro fisso e ben retribuito, un’occupazione che realizzi le nostre ambizioni, qualche soldo di più in tasca, qualche piccola soddisfazione colorata.

  • Si sta facendo sempre più tardi

    Si sta facendo sempre più tardi. Sempre più tardi. L’orologio impazzisce, il ventre stretto della clessidra si allarga a dismisura. Si sta facendo sempre più tardi, lo senti chiaramente. Ti guardi intorno, con una piroetta, e vorresti dirti che non è così, ma il mondo ti cambia addosso, ti cambia sopra, ti rovina sulla schiena, ti frana sulle mani. E spesso raccogli cocci di qualcosa che nemmeno ricordi.

  • Trent’anni, all’improvviso.

    All'improvviso fai trent'anni, amico mio. Che ancora sembravano lontani, anche solo un attimo fa, e invece adesso sono sottobraccio alla tua vita. E ci vai a spasso. E allora senza rendermene conto mi ritrovo a scrivere di te e dei trent'anni senza averli mai avuti. Senza sapere cosa sia averne così tanti (pochi non sono) e così pochi (in fondo quanti sono?). E quando finisco di scrivere mi accorgo di aver osato, di aver buttato il piede più in là del passo che so sostenere. Però è per te, eccolo.

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