• I giorni di domani

    Succederà. Tra poco succederà. L’aereo prenderà la pista, si solleverà e sarai distante. Lo volevi, no? Lo volevi da tempo, mi pare.  Desideravi guardarti da lontano, guardare la sveglia senza sentirla suonare, osservare quel che succede, senza esserne coinvolto. Eccoti qui, decollare.

  • Sarà per te

    Probabilmente sarà per te, se continuerò a scrivere.E sarà per te se avrò la forza di avere un figlio, cambiare lavoro, tagliarmi i capelli, mangiare cipolle fritte. Sarà per te se imparerò a riparare un rubinetto, a fare il letto, a stendere i panni con criterio per evitare di stirarli. Sarà per te se cercherò di buttare giù qualche chilo, riprendere un pò di forma, prendermi più cura di me stesso. Sarà per te, solo per te.

  • L’anno buono

    È l’anno buono questo, lo dicono in tanti.E ognuno dentro sé lo spera buono per un ambito che gli sta a cuore, per l’ambito di cui forse ha più bisogno, o sente di più la mancanza. È l’anno buono per uscire dalle crisi, dice qualcuno, e trovare finalmente un lavoro fisso e ben retribuito, un’occupazione che realizzi le nostre ambizioni, qualche soldo di più in tasca, qualche piccola soddisfazione colorata.

  • Quasi

    LOGORE MEMORIE DI UN GIOVANE CHE ASPETTA UN FUTUROHo quasi trent’anni e dentro me ne sento forse dieci e forse cento. La mia età ha tutto quel che deve avere, i capelli bianchi qua e là, le prime noie, i primi rimpianti che prendono consistenza, gli occhi un po’ più lucidi, ma è solo stanchezza, per carità. Non mi lamento mica. C’è anche tanta vitalità, quasi una casa, quasi un passato già buono per essere raccontato. E sono quasi padre e quasi figlio. Perché non sono ancora l’uno, e non più l’altro. E provo quasi una gioia.

  • Sbagliando

    Sbagliando si impara, si dice. Io sbaglio e imparo, ma continuo a sbagliare. Come funziona? Voglio dire: ci sarà un attimo in cui l’errore che ha portato ad una comprensione, ad un apprendimento, a una interiorizzazione dell’errore stesso saprà lasciarsi alle spalle il concetto stesso dello sbagliare. Esiste questo momento? Il momento in cui uno riesce a dire a se stesso “vabbè, ho sbagliato ancora, pazienza”, senza che quell’ennesimo errore diventi scandalo, nervosismo, dolore?

  • Quello che sanno di noi

    Di me sanno che scrivo.Sanno che all'improvviso la testa mi ha chiesto parola, il cuore pure, e mi sono messo davanti a una tastiera a ticchettare, quasi inconsciamente, quasi follemente. Che il giorno prima scrivevo sì, ma la lista della spesa, l'elenco di chi gioca a calcetto stasera, un tema, una lettera a un amico lontano, e il giorno dopo, invece, l'idea malsana di cimentarmi in una storia.

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